“I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla salute” (Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione, 2007)

L’attività motoria è seguito dalla maestra Alessandra.

Si propone di far sperimentare il piacere dell’azione e del successo, esplorare e scoprire la realtà attraverso il corpo, e liberare il proprio immaginario.

La forma privilegiata di attività è il gioco, che consente importanti funzioni di natura cognitiva, socializzante e creativa.

Si sperimentano tutte le forme praticabili di gioco a contenuto motorio: dai giochi liberi a quelli di regole, dai giochi con materiali a quelli simbolici, dai giochi di esercizio a quelli programmati, da quelli imitativi a quelli popolari e tradizionali.

Questo progetto riguarda tutti i bambini della scuola, ad eccezione dei più piccolini, i pesciolini.

L’appuntamento è una volta la settimana per 50 minuti.

Nella palestra sono a disposizione materassi, cubi, cilindri, cerchi, bastoni colorati, tappetoni, palle, birilli, corde e foulard.

I pesci imparano a mettersi in relazione con gli altri, lo spazio e i materiali, attraverso il corpo. Inoltre imparano ad interagire con gli altri e a partecipare a giochi individuali e di gruppo, concordando le regole con l’insegnante. I pesci si divertono a diventare tanti animaletti diversi attraverso i giochi de “Il mago ci trasforma in…”, “Il serpente ha perso la coda”, “Le formiche laboriose”, “Il gioco degli scoiattolini”, “I tre porcellini”.

Le rane provano il piacere del movimento e di diverse forme di attività, ed esercitano le potenzialità sensoriali, relazionali, ritmiche ed espressive del corpo. Inoltre, collaborano alla costruzione di giochi motori, corporei e spaziali. I giochi che piacciono di più sono “I Puffi e Garganella”, “Il gioco del contadino”, “Il gioco del cuoco”, “La palla che scotta”, e “Il gioco del ristorante”.

Le giraffe imparano a controllare gli schemi dinamici (correre, saltare, camminare, arrampicarsi, ecc.) e posturali, trovando modi personali di muoversi nello spazio. Collaborano alla costruzione di giochi motori, corporei e spaziali, e alla conoscenza delle diverse parti del corpo, rappresentando il corpo e i vissuti corporei. Con il “Gioco delle vie” le giraffe vanno in un paese immaginario con delle vie dai nomi originali: via dei passi lunghi, via dei salti, via dei passi da elefante. Poi a turno una giraffa diventa uno “Stregone”, la palestra un gran pentolone, e i compagni sono gli straordinari ingredienti di una pozione magica che lo stregone mescola in mille modi.